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Emozioni con le Ali

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Emozioni... con le Ali
E' la pagina dedicata a poesie, lettere e pensieri che le nostre famiglie hanno scritto per descrivere emozioni e momenti vissuti nel corso della propria vita adottiva.
Ed in occasione di celebrazioni importanti anche i bambini recitano emozionanti poesie!
Volete farci emozionare un po' anche voi? Scriveteci! info@leradicieleali.com
Buona lettura e buon ascolto!
...dimenticavo! Visitate anche Poesie, Filastrocche, Ninne Nanne sul nostro Forum, vi piacerà!
A tutti i bambini adottati
Poesia piena di emozioni che ci viene inviata da Laura
Lettera dal Vietnam
Poesia in occasione della Festa della Mamma 2006, inviata da Roberto
Al nostro caro Andy...
Poesia dedicata ad Andres da mamma, papà e Fabrizia
Cucciola
Lettera aperta davvero emozionante che Blue dedica alla sua piccola
Immagini e parole
Poesia scritta da Roberto, Aprile 2006
Filastrocca di Pasqua
Filastrocca recitata da Benedetta per Pasqua 2006
Pasqua nuova
Poesia recitata da Matteo per Pasqua 2006
Quando tu ci sarai
Poesia scritta da Roberto
Tu
Poesia ispirazione di Roberto in occasione della Festa del Papà
Al mio Papà
Filastrocca per la Festa del Papà 2006, recitata da Matteo
Vorrei
Poesia molto emozionante spedita da Roberto
La Casa
Favola da raccontare in famiglia, ideata da Roberto
Al di là di ogni cosa - Tutto il mio amore - Figlio mio
3 Poesie nate con spontaneità, inviate dall'amico Roberto
Per la Mamma
Filastrocca per la Festa della Mamma 2005, recitata da Benedetta
2 Poesie molto toccanti, inviate da Alberto per tutti voi
Ninna nanna per Fabrizia
Ninna Nanna dedicata a Fabrizia dalla mamma Francesca
Gli Angeli
Poesia dedicata a tutti i futuri Papà adottivi
 
Pace di Natale
Poesia per NATALE 2004, ancora una poesia raccontata da Benedetta
   
Dormi piccola mia
Poesia inviata da Roberto in occasione delle festività Natalizie 2004
Ancor prima
Poesia dedicata a Lilli, inviata da Francesco
Due bambini, una storia
Articolo scritto da due famiglie che si sono trovate insieme in Bulgaria per adottare i loro bambini
Alla Mamma
Poesia per la Festa della Mamma 2004, una bella ed emozionante poesia recitata da Benedetta
Ad un Figlio che verrà
Poesia Roberto e Cristina hanno pensato di condividere con noi questa poesia, dedicata ad un figlio che speriamo farà parte della loro vita
La Donna Madre
Pensiero Estratto dal testo ebraico Talmud, segnalato da Maria Grazia
   
L'Amore non ha prezzo  
Poesia per NATALE 2003, ancora una bella poesia scritta da Francesco
Alberi  -  Il piccolo Fiore
2 Favole da raccontare ai vostri bimbi, scritte da Barbara
  
In questo giorno di Pasqua  
Poesia per PASQUA 2003, una piccola poesia raccontata da Benedetta
   
Segui la Stella  
Poesia per NATALE 2002, ecco una bella poesia scritta da Francesco
Una Famiglia Felice
Riflessioni spontanee, ricevute via e-mail. L'adozione affrontata con serenità e convinzione, senza timore alcuno
3 Agosto 1996
Poesia La gioia di adottare un bambino
Giorni Passati
Poesia  Il bisogno di amore come fondamento per l'adozione
Pensieri, ricordi e riflessioni di una nonna adottiva
Riflessione Una nonna racconta il momento dell'adozione e riflette
Le verità nascoste
Lettera aperta Uno scritto 'coraggioso' che ci è stato inviato da una coppia di genitori adottivi e descrive i dubbi di una famiglia giunta al traguardo dell'adozione

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A tutti i bambini adottati
 
C'erano una volta ... due donne
che non si erano mai incontrate

La prima che non ricordi,
l'altra che chiami "mamma"

Due vite diverse nel compimento
di una sola ...La Tua!

La prima ti diede la vita,
la seconda t' insegnò a viverla

La prima creò in te il bisogno d'amore,
la seconda si affannò a colmarlo

La prima ti dette le tue radici,
la seconda ti propose uno scopo

La prima fece nascere in te l'emozione,
la seconda calmò le tue angosce

La prima ricevette il tuo primo sorriso,
la seconda ti asciugò le lacrime

La prima ti offrì in adozione ...
è tutto ciò che poteva fare per te

La seconda pregò per avere un figlio
e Dio la porto verso di te...

Ed ora ... quando piangendo
mi poni l'eterna domanda ...

Eredità naturale od educazione,
di chi sono il frutto?

Né dell'una, né dell'altra,
bambina cara ...

Semplicemente di due forme diverse dell'AMORE !

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Lettera dal Vietnam
 
Ho bisogno delle tue mani,
perché quando cado
mi possano sorreggere,
quando piango
possano consolarmi,
quando sorrido
possano accarezzarmi dolcemente.
Ho bisogno delle tue mani,
perché quando mi sento solo
tu mi possa abbracciare.
 
Ho bisogno dei tuoi occhi,
che comprendano
ogni mio sguardo,
mi osservino
mentre gioco,
mi veglino
quando dormo.
Ho bisogno dei tuoi occhi,
perché tu mi possa guardare
mentre divento grande.
 
Ho bisogno del tuo cuore,
che sia il mio rifugio
ad ogni temporale,
che mi possa capire
quando non so spiegare,
mi possa portare
là dove non so arrivare.
Ho bisogno del tuo cuore,
perché è dal tuo CUORE
che io voglio volare.
 
MAMMA …
Ho tanto bisogno di te.

Roby

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Al nostro caro Andy...

 

Era ieri
non conoscevo il tuo sorriso

Era ieri
non conoscevo il tuo pianto

Era ieri
non conoscevo il tuo volto

Era ieri
mancavi tu

Poi  il vento ci ha portato lontano....

Poi i sogni son divenuti realtà....

Poi ......
un sorriso ...il tuo
un abbraccio ...il tuo

UN AMORE GRANDE ...TU
una famiglia tutta per te
NOI.

 

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Cucciola

Cucciola.
Solo Dio sa quanto ti ho aspettata...e quanto ho pianto prima.
Tu avevi solo due anni, la prima volta che ti ho visto. C'era una suora che ti teneva per mano.
L'abitino di cotone con i pizzi, le scarpette di vernice nera, sembravi una bambolina. Ma avevi un viso serissimo. Il viso più bello, incredibilmente bello e triste che avessi mai visto.
La suora ti ha detto: "Questi sono mamma e papà" e tu sei scappata via, a fare i giri sulla macchinina, nell'enorme cortile dell'istituto.
Ma io ero già stata colpita al cuore, come non mi era mai successo prima.
Ti ho lasciato fare i giri, e ogni tanto ti guardavo con la coda dell'occhio. E anche tu ci guardavi. Guardavi quei due sconosciuti che pretendevano di essere tua madre e tuo padre. Però appena intercettavi il mio sguardo facevi finta di niente, ti allontanavi. La suora ti chiamava, ti diceva di venire lì e tu niente. Ci stavi studiando. E allora ho detto: "Suora, lasci stare. Ci stiamo addomesticando".
Dopo un po', la suora ti ha chiamato e tu ti sei avvicinata a lei. Tutti e tre siamo andati a fare una passeggiata, tu davanti con la suora e noi dietro.
Poi ti sei messa a correre, e sei caduta. La suora, chissà perché, non si è fermata. Ti ho rialzato da terra, e neanche piangevi. Ho soffiato sulla bua, ho baciato la tua manina sporca di terra per la prima volta, ti ho guardato negli occhi e ti ho detto: "Sai che i baci della mamma sulla bua fanno passare tutto?". Mi hai dato anche l'altra mano, quella sana, da baciare. poi ancora la mano che si era sbucciata. E allora, solo allora, mi hai teso la mano...
Dopo siamo tornati all'istituto, e lì mi hai trascinato a vedere la stanza dei giochi. Sei salita sullo scivolo, abbiamo giocato a palla. Hai mangiato, ed è venuta l'ora di fare la nanna. Così ti abbiamo salutato, dicendoti che la mattina dopo saremmo tornati per portarti al parco giochi con la tua amichetta (ovviamente avevamo preso accordi prima con la suora..).
Torno in albergo, e non so come mi sento....se più stupita o più felice...Non vedo l'ora che sia domani...
Alle 9 arriviamo all'istituto. Tu sei già sveglia e sei in cortile ad aspettarci...in pigiama. La suora si scusa: "Ha detto 'No, veste mamma!', così ho pensato di aspettarvi". Chiedo vestiti molto comodi, perchè la bambina possa giocare in piena libertà.
La suora mi dice anche che ieri sera prima di addormentarti hai detto:"Mamma...Papà" ...
Arriva la tua amchetta, e tutti e cinque (la suora ci accompagna in macchina) andiamo al parco. E' una giornata di sole bellissima, il cielo è di un azzurro incredibile. C'è il lago con le tartarughe, gli buttiamo il pane che provvidenzialmente la suora ha portato, poi la suora dice che tornerà a prenderci per mezzogiorno. Noi stiamo lì con le due bimbe. Che giocano tantissimo, se la spassano un mondo, e alla fine hanno sabbia dappertutto.
Perfino tu hai sabbia dappertutto, quella volta. Ma dovrò aspettare un anno prima di rivederti così, sporca e sorridente...
La suora torna a prenderci, e siamo invitati a pranzo. Questa volta ci sono anche le altre mamme ospitate lì e i loro bimbi. E' una tavolata rumorosa, allegra. Ti lasci imboccare da me (ma sarà la prima e ultima volta).
Ora di riposino: e promettiamo di tornare a prenderti nel pomeriggio.
Di nuovo, tornando in albergo sono stupita e felice. No, ora più felice, ho una gioia dentro incontenibile...
Torniamo alle 4. Alle 4 e mezza arrivi tu, già vestita di tutto punto, con la faccia imbronciata, che mi chiedi imperiosa: "Merenda!" e io vado a procurarmi la merenda...e allora il tuo viso, pur rimanendo sempre serio, diventa meno imbronciato.
Chiediamo alla superiora se possiamo portarti fuori a fare una passeggiata, lei acconsente e aggiunge: "Se la bambina sta bene e non piange, potete tenerla con voi anche alla notte".
Alla proposta di uscire con noi a fare una passeggiata tu acconsenti di buon grado....e passiamo un pomeriggio intero a girare per la città a piedi, tu corri dappertutto, la mano non la vuoi dare mai e per attraversare ci tocca prenderti in braccio di peso, poi è ora di tornare. Arrivi a 5 metri dall'albergo, e con l'aria più serafica del mondo mi tendi la mano...entriamo così nell'albergo, tenendoci per mano. La signora della reception commenta: "Che brava bambina che dà la mano alla mamma!", io non so se ho più voglia di ridere o di pensare che sei una furba matricolata...
Una doccia insieme, per la prima volta annuso il tuo odore, è come se fossi una neonata, è istintuale annusarti, controllare che tu abbia davvero tutte le dita delle mani e dei piedi, guardare che forma hanno le tue unghie e le tue orecchie...no, non ci posso credere, non posso diventare madre di questa bellissima personcina...è troppo bella per me...
Si va a cena. Mangi un grissino, il resto del tempo corri tra i tavoli. Io mangio tra un rincorrerti da una parte e dall'altra...
Io e mio marito ci guardiamo e ci diciamo: "Cosa si fa? La bambina mi sembra tranquilla, proviamo?". Così lui va a prendere all'istituto le tue cose per la notte.
Io e te rimaniamo in camera.
Sono le nove di sera.
Seduta sul letto, mi chiedi di stare in braccio. Mi metti le braccia intorno al collo, e inizi a piangere. Cerco di calmarti, di cullarti, di cantarti una ninna-nanna, ti dico che papà arriva subito. Niente. Piangi. Piangi forte, tenendomi stretta, ma senza versare una sola lacrima.
Arriva mio marito, e io non ce la faccio più...inizio a piangere anch'io.
Mio sdraio sul letto, tu sei sdraiata tutta addosso a me, con le mani mi tieni stretta fino a soffocarmi.
Io ho paura. Paura di non sapere fare la madre. Paura di non riuscire a capirti. Paura di non essere adatta a te, che il giudice abbia sbagliato tutto.
E intanto ti accarezzo la testa, la schiena, ti bacio le guanciotte. E piango senza lacrime anch'io, con mio marito che cerca in tutti i modi di consolarmi.
Sono ormai le cinque di mattina quando ti addormenti sdraiata sulla mia pancia. Io mi sento come una madre che ha appena partorito e a cui abbiano messo il suo bambino sulla pancia, perchè si riconoscano l'un l'altro. Non piango più. Decido che se vuoi dormire così, sdraiata su di me, per me va bene. Per un po' ti guardo dormire, poi piano piano rotoli da una parte. Io non riesco a chiudere occhio.
Alle sette di mattina ti svegli. E la prima cosa che dici è "Mammu, mammola...latte!". Poi inizi a ridere e a saltare sul letto. Là fuori, il sole risplende come non l'avevo mai visto fare.
Ora sono tua madre, ora tu sei mia figlia.
Lo sarò per sempre.
Sono così felice che tu sia mia figlia, cucciola mia.
Così felice da non riuscire neanche a descriverlo.
Grazie perchè ci sei.

Blue

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Immagini e parole
 
Un istante,
un soffio di vento
ha un gabbiano
per lasciare il suo nido
ed imparare a volare.
 
Un solo momento,
il tempo di un’aurora
ha una piccola tartaruga
per schiudere l’uovo
e conquistare il suo mare.
 
Appena un attimo,
il tempo di un respiro
ha un cucciolo di gazzella
per erigersi in piedi
e correre nella savana.
 
Un minuto,
chiedo solo un minuto
per poterti abbracciare,
stringerti al cuore
e sussurrare il tuo nome.
 
Per molti quell’istante
vuol dire vita,
quel minuto
cambierà la mia
per sempre.
Roberto
 

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Filastrocca di Pasqua
Da una piccola chiesa
tra i fiori di un prato,
si sente ad un tratto un lieto rintocco:
"Din, don, dan... Din, don, dan...".
Suona a distesa la vecchia campana
e la notizia già arriva lontana.
Dal mare ai monti, di casa in casa,
ripetono in coro le note gioiose:
"È Pasqua! Alleluia. Sia pace nel Mondo"
Sorride un bambino alla vecchia campana,
ascolta felice e guarda in su,
ora sa anche lui che è risorto Gesù.
 
Ascolta la Poesia        

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Quando tu ci sarai

 

Quando tu ci sarai
la pioggia non ci bagnerà,
quando tu ci sarai
il tuono non ci spaventerà,
quando tu ci sarai
il vento non ci piegherà …
… e guarderemo il blu
oltre le nuvole,
scorgeremo l’aurora
al di là della notte,
scopriremo l’amore
dopo tanto dolore.
Quando tu ci sarai
ci sarai tu
e niente di più.
 
          

                               Roberto, Aprile 2006

 

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Tu


 

Ma chi sei tu
che ancor non conosco,
da sconvolgere
le mie sicurezze, la mia esistenza?
 
Come fai tu, così innocente
a costringermi
a lottare
pur di averti, pur di amarti?
 
Come riesci
a penetrare nelle mie ossa,
emozionare il mio cuore
e turbare la mia mente?
 
Come riesci
a rubare ogni mio pensiero,
appropriarti delle mie parole
e dipingere i miei sogni?
 
Come puoi essere
così lontano
e nello stesso tempo così vicino
da poterti persino sentire, toccare?
 
Come puoi essere
così piccolo,
ma tanto grande
perché io viva ormai solo per te?
 
Cosa avrò fatto io
di così bello
perché tu possa un giorno
chiamarmi papà?
 
…. Dubbi, pensieri,
ancora dubbi
ma una sola certezza….
         TU!!!

                                                                                           Roberto, Marzo 2006

 

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Al mio Papà
 
 
Come dirti, babbo caro,
quel che sento nel mio cuore?
Sei un tesoro bello e raro,
tu sei tutto il mio amore!
Dirti so una cosa sola
la più meravigliosa
che ti amo tanto, tanto
e di tè pure mi vanto.
Tu sei il mio buon paparino
ed io sono il tuo bambino
e ti dico con il cuore
"Tanti auguri e tanto amore!"
 
Ascolta la Poesia             
 
         
 

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Vorrei

 

Vorrei fosse l’inverno
e che i fiocchi di neve
mi portassero te.
Vorrei arrivasse la primavera
perché i fiori al risveglio
vedessero te.
Vorrei venisse l’estate
per vedere le fate
giocare con te.
Vorrei tornasse l’autunno
perché i colori più belli
assomigliano a te.

 

Vorrei parlare al tuo cuore
per provare a lenire
il dolore che è in te.
Vorrei parlassi al mio cuore
per poter colmare
il vuoto che è in me.
Vorrei urlare ti amo
per riuscire a violare
il silenzio che c’è.
Vorrei gridare il tuo nome
perché tutto il mondo
sappia di te.
 
Vorrei, vorrei…
... in fondo tutto ciò che vorrei
è riuscire ad incontrare, un giorno,
gli occhi tuoi.

Roberto

 

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La Casa

 

Una sera un bambino stava per andare a dormire quando disse a suo padre: "papà raccontami una storia !"

Il papà si sedette accanto a lui nel lettino e cominciò a raccontare:

“In un paese lontano viveva un bambino che, un giorno, di buon mattino, uscì di casa e cominciò a correre e giocare nei prati.

Ad un certo punto, davanti al bimbo spiccò il volo una farfalla.

Il bimbo venne subito attratto dalla farfalla perché era molto bella ed aveva grandi ali di tutti i colori, così  cominciò a seguirne il volo. Correndo la seguì per i prati oltre la collina, poi giù lungo il fiume e poi ancora prati finché, voltatosi, si accorse che non riusciva più a vedere la sua casa. Il bimbo, però, aveva corso tanto per raggiungere la farfalla e non aveva nessuna intenzione di lasciarsela sfuggire, per cui ricominciò a seguirla. La rincorse ancora per un po’, fin quando davanti a sè comparve una graziosa casetta.

La farfalla andò a posarsi proprio sul tetto di quella casa e il bambino ora non sapeva come prenderla se non entrandoci.

Arrivato davanti alla porta, vide un grosso cartello e rimase stupito, perché sebbene non fosse ancora in grado di farlo, riusciva a leggere ciò che vi era scritto:

Il giorno volgeva ormai al termine, il bimbo cominciava ad avere freddo e fame, così incuriosito decise di entrare.

La porta era aperta ed entrando, si trovò in una grande sala tutta illuminata, il fuoco nel camino riscaldava tutta la stanza e nel centro c’era una grande tavola apparecchiata per molte persone. Il bimbo urlò “c’è nessuno” e subito da una porta sbucò un simpatico cagnolino che gli si fece incontro scodinzolando e facendogli le feste, subito lo seguì una mamma che gli chiese il suo nome, lo prese in braccio facendolo poi sedere alla tavola e gli servì la cena.

Il bambino alzò la testa e vide che intorno a lui  si era seduta tanta altra gente, c’erano i nonni, gli zii, i cuginetti e tanti amici; il bimbo allora cominciò a raccontare la sua storia, di come fosse giunto fino a quella casa, della farfalla e del cartello e tutti lo stavano ad ascoltare. Finita la cena la mamma vide che il piccolo era molto stanco e lo portò nel suo lettino. La cameretta era molto grande con tanti giochi un po’ dappertutto e davanti al letto c’era una coperta sulla quale il cagnolino andò a fare la nanna; su un lato c’era una grande finestra dalla quale il bimbo poteva vedere tutte le stelle del cielo e la luna che rischiarava a giorno tutta la stanza. La mamma ripiegò i suoi vestitini e gli rimboccò le coperte, poi gli diede il bacio della buonanotte.

Il bambino era esausto dalla giornata appena trascorsa, ma era molto felice di essere entrato in quella casa così decise che quella, da quel preciso istante, sarebbe diventata la propria casa e le persone che lì vi abitavano dovevano essere la sua nuova famiglia.”

          Vedi – disse il papà al proprio figlio – quel bimbo sei tu.

Il bambino strinse le mani del papà e gli disse:

- si papà quel bambino sono io -

ed aggiunse

- c’era anche la mamma, c’erano i nonni e gli zii, ma tu dov’eri? -

Io….. – rispose il papà abbracciando il figlio –

…..vorrei essere per te quella casa.

                                                     Roberto

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Al di là di ogni cosa

 

Vorrei tanto che qualcuno mi dicesse
che io sono il padre che fa per te,
vorrei tanto prometterti
che con me sarai felice,
vorrei tanto sapere
di essere nel tuo cuore
come tu lo sei per me,
ma mi basta pensare
che tu ci sei
e che,
se ti accontenterai di un papà
che ti amerà
al di là di ogni cosa,
che imparerà a farlo
crescendo con te,
che ti aiuterà a comprendere
il tuo passato
per capire il tuo futuro,
beh … allora cercami
e lotta con tutte le tue forze
fin quando mi incontrerai,
perché sarò proprio io
il papà che fa per te!!

Roberto

 

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Figlio mio
 
Come potrei vivere senza amarti
se è l’amore stesso
che mi spinge verso te,
come potrei vivere senza sorriso
se è il tuo sorriso
la speranza che ancora c’è,
come potrei vivere senza te
se proprio tu
sei la vita che c’è in me!
 
Roberto 

 

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Tutto il mio amore
 

Ti porgerò le mani,
ma tu sei troppo debole
per poterti sorreggere.
Ti insegnerò le mie parole,
ma tu sei troppo piccolo
per comprenderne il significato.
Ti darò la mia casa,
ma tu una casa
forse neppure sai cosa è.
Ti darò tutto il mio amore…
… ed allora ti alzerai,
e abbracciandomi mi dirai
- andiamo a casa papà –

Si, ti darò tutto il mio amore
per ciò che tu fai per me,
perché ora so commuovermi
sognando un tuo sorriso,
perché ora mi intenerisco
immaginando un tuo sguardo,
perché ora so piangere
pensando al tuo pianto,
perché ora mi emoziono
sognando il momento
in cui ti incontrerò.

Si, ti darò tutto il mio amore!!

 
Roby

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Per la Mamma
 
 
Filastrocca delle parole,
si faccia avanti chi ne vuole.
Di parole ho la testa piena,
con dentro la 'luna' e la 'balena'
Ma le più belle che ho nel cuore,
le sento battere:
 'Mamma' , 'Amore'
 
 Auguri!
 
 
Ascolta la Poesia

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Preghiera

 

Insegnami a volare
Portami via sul grande aereo
Insegnami la serenità
Che ha il nome della speranza
Ricordami l’amore
Con un abbraccio senza fine
Consola i miei singhiozzi
Asciuga le mie lacrime
Col tuo viso, i tuoi capelli, non importa come
Stringimi forte
Anche se non ti conosco
Non so nulla di te, dei tuoi odori, della tua voce
Riprendi i fili della mia infanzia dispersa, negata
Tessi per me non un arazzo magnifico, il più splendente
Che stia appeso in una sala
Ma una piccola tela dai molti colori accostati
Avvolgimici dentro e portami via
E solo allora, finalmente, sboccerò alla vita
 
ventiquattrogiugnoduemilaquattro

 

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La tua vita (a Johnny)
 
 
La tua vita
Consegnata nelle mie mani
Nelle mani di tua madre
Dei tuoi fratelli
Nelle nostre vite
…. E in quelle di tanti altri ancora
Il tuo incedere incerto
Mi ha insegnato a camminare ancora
Mi ha fatto cadere
(più di quanto pensassi)
E mi ha fatto rialzare
Più forte, più deciso, più uomo
La tua piccola vita
I tuoi occhi grandi di un anno fa
Che quasi non si accorgevano di noi
I miei occhi pieni di lacrime
(che non ho mai smesso di asciugare)