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 Emozioni...
con le Ali
- E' la pagina dedicata a poesie, lettere e
pensieri che le nostre famiglie hanno scritto per descrivere
emozioni e momenti vissuti nel corso della propria vita adottiva.
- Ed in occasione di celebrazioni importanti anche
i bambini recitano emozionanti poesie!
- Volete farci emozionare un po' anche voi?
Scriveteci!
info@leradicieleali.com
- Buona lettura e buon ascolto!
- ...dimenticavo! Visitate anche
Poesie, Filastrocche, Ninne Nanne sul
nostro Forum, vi piacerà!
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A tutti i bambini adottati
- Poesia
piena di emozioni che ci viene inviata da Laura
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Lettera dal Vietnam
- Poesia
in occasione della Festa della Mamma 2006, inviata da Roberto
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Al nostro caro Andy...
- Poesia
dedicata ad Andres da mamma, papà e Fabrizia
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Cucciola
- Lettera aperta
davvero emozionante che Blue dedica alla sua piccola
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Immagini e parole
- Poesia
scritta da Roberto, Aprile 2006
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Filastrocca di Pasqua
- Filastrocca
recitata da Benedetta per Pasqua 2006
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Pasqua nuova
- Poesia
recitata da Matteo per Pasqua 2006
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Quando tu ci sarai
- Poesia
scritta da Roberto
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- Tu
- Poesia
ispirazione di Roberto in occasione della Festa del
Papà
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Al mio Papà
- Filastrocca
per la Festa del Papà 2006, recitata da Matteo
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Vorrei
- Poesia
molto emozionante spedita da Roberto
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La Casa
- Favola
da raccontare in famiglia, ideata da Roberto
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Al di là di ogni cosa -
Tutto il mio amore -
Figlio mio
- 3 Poesie
nate con spontaneità, inviate dall'amico Roberto
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- Per
la Mamma
- Filastrocca
per la Festa della Mamma 2005, recitata da Benedetta
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2 Poesie
molto toccanti, inviate da Alberto per tutti voi |
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- Ninna
nanna per Fabrizia
- Ninna Nanna
dedicata a Fabrizia dalla mamma Francesca
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- Gli
Angeli
- Poesia
dedicata a tutti i futuri Papà adottivi
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- Pace
di Natale
- Poesia per
NATALE 2004, ancora una poesia raccontata da Benedetta
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-
Dormi piccola mia
- Poesia
inviata da Roberto in occasione delle festività Natalizie 2004
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- Ancor
prima
- Poesia
dedicata a Lilli, inviata da Francesco
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- Due
bambini, una storia
- Articolo
scritto da due famiglie che si sono trovate insieme
in Bulgaria per adottare i loro bambini
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Alla Mamma
- Poesia
per la Festa della Mamma 2004, una bella ed
emozionante poesia recitata da Benedetta
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- Ad
un Figlio che verrà
- Poesia
Roberto e Cristina hanno pensato di condividere con
noi questa poesia, dedicata ad un figlio che speriamo farà parte
della loro vita
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- La
Donna Madre
- Pensiero
Estratto dal testo ebraico Talmud, segnalato da Maria Grazia
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-
L'Amore non ha prezzo
- Poesia per
NATALE 2003, ancora una bella poesia scritta da Francesco
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- Alberi
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Il piccolo Fiore
- 2 Favole da
raccontare ai vostri bimbi, scritte da Barbara
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In questo giorno di Pasqua
- Poesia per
PASQUA 2003, una piccola poesia raccontata da Benedetta
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Segui la Stella
- Poesia per
NATALE 2002, ecco una bella poesia scritta da Francesco
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Una Famiglia Felice
- Riflessioni spontanee,
ricevute via e-mail. L'adozione affrontata con serenità e
convinzione, senza timore alcuno
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- 3
Agosto 1996
- Poesia La
gioia di adottare un bambino
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Giorni Passati
- Poesia
Il bisogno di amore come
fondamento per l'adozione
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Pensieri, ricordi e riflessioni di una nonna adottiva
- Riflessione
Una nonna racconta il
momento dell'adozione e riflette
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Le verità nascoste
- Lettera aperta
Uno scritto 'coraggioso' che ci è stato inviato da
una coppia di genitori adottivi e descrive i dubbi di una famiglia
giunta al traguardo dell'adozione
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A tutti i bambini adottati
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C'erano una volta ... due donne
-
che non si
erano mai incontrate
La prima che non ricordi,
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l'altra che chiami "mamma"
Due vite diverse nel compimento
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di una sola ...La Tua!
La prima ti diede la vita,
-
la seconda t' insegnò a viverla
La prima creò in te il bisogno d'amore,
-
la
seconda si affannò a colmarlo
La prima ti dette le tue radici,
-
la seconda ti propose uno scopo
La prima fece nascere in te l'emozione,
-
la
seconda calmò le tue angosce
La prima ricevette il tuo primo sorriso,
-
la
seconda ti asciugò le lacrime
La prima ti offrì in adozione ...
-
è tutto ciò che poteva fare per te
La seconda pregò per avere un figlio
-
e Dio la porto verso di te...
Ed ora ... quando piangendo
-
mi poni l'eterna
domanda ...
Eredità naturale od educazione,
-
di chi sono il frutto?
Né dell'una, né dell'altra,
-
bambina cara ...
Semplicemente di due forme diverse
dell'AMORE !
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Lettera dal Vietnam |
-
-
Ho bisogno delle tue
mani,
-
perché quando cado
-
mi possano
sorreggere,
-
quando piango
-
possano consolarmi,
-
quando sorrido
-
possano accarezzarmi
dolcemente.
-
Ho bisogno delle tue
mani,
-
perché quando mi
sento solo
-
tu mi possa
abbracciare.
-
-
Ho bisogno dei tuoi
occhi,
-
che comprendano
-
ogni mio sguardo,
-
mi osservino
-
mentre gioco,
-
mi veglino
-
quando dormo.
-
Ho bisogno dei tuoi
occhi,
-
perché tu mi possa
guardare
-
mentre divento
grande.
-
-
Ho bisogno del tuo
cuore,
-
che sia il mio
rifugio
-
ad ogni temporale,
-
che mi possa capire
-
quando non so
spiegare,
-
mi possa portare
-
là dove non so
arrivare.
-
Ho bisogno del tuo
cuore,
-
perché è dal tuo
CUORE
-
che io voglio volare.
-
-
MAMMA …
-
Ho tanto bisogno di
te.
Roby
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Al nostro caro Andy... |
Era ieri
non conoscevo il tuo sorriso
Era ieri
non conoscevo il tuo pianto
Era ieri
non conoscevo il tuo volto
Era ieri
mancavi tu
Poi il vento ci ha portato lontano....
Poi i sogni son divenuti realtà....
-
Poi ......
-
un sorriso ...il tuo
un abbraccio ...il tuo
UN AMORE GRANDE ...TU
una famiglia tutta per te
NOI.
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Cucciola
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Cucciola. Solo Dio sa quanto ti ho aspettata...e quanto ho pianto
prima. Tu avevi solo due anni, la prima volta che ti ho visto.
C'era una suora che ti teneva per mano. L'abitino di cotone con i pizzi, le scarpette di vernice
nera, sembravi una bambolina. Ma avevi un viso serissimo. Il
viso più bello, incredibilmente bello e triste che avessi
mai visto. La suora ti ha detto: "Questi sono mamma e papà" e tu sei
scappata via, a fare i giri sulla macchinina, nell'enorme
cortile dell'istituto. Ma io ero già stata colpita al cuore, come non mi era mai
successo prima. Ti ho lasciato fare i giri, e ogni tanto ti guardavo con la
coda dell'occhio. E anche tu ci guardavi. Guardavi quei due
sconosciuti che pretendevano di essere tua madre e tuo
padre. Però appena intercettavi il mio sguardo facevi finta
di niente, ti allontanavi. La suora ti chiamava, ti diceva
di venire lì e tu niente. Ci stavi studiando. E allora ho
detto: "Suora, lasci stare. Ci stiamo addomesticando".
Dopo un po', la suora ti ha chiamato e tu ti sei avvicinata
a lei. Tutti e tre siamo andati a fare una passeggiata, tu
davanti con la suora e noi dietro. Poi ti sei messa a correre, e sei caduta. La suora, chissà
perché, non si è fermata. Ti ho rialzato da terra, e neanche
piangevi. Ho soffiato sulla bua, ho baciato la tua manina
sporca di terra per la prima volta, ti ho guardato negli
occhi e ti ho detto: "Sai che i baci della mamma sulla bua
fanno passare tutto?". Mi hai dato anche l'altra mano,
quella sana, da baciare. poi ancora la mano che si era
sbucciata. E allora, solo allora, mi hai teso la mano... Dopo siamo tornati all'istituto, e lì mi hai trascinato a
vedere la stanza dei giochi. Sei salita sullo scivolo,
abbiamo giocato a palla. Hai mangiato, ed è venuta l'ora di
fare la nanna. Così ti abbiamo salutato, dicendoti che la
mattina dopo saremmo tornati per portarti al parco giochi
con la tua amichetta (ovviamente avevamo preso accordi prima
con la suora..). Torno in albergo, e non so come mi sento....se più stupita o
più felice...Non vedo l'ora che sia domani... Alle 9 arriviamo all'istituto. Tu sei già sveglia e sei in
cortile ad aspettarci...in pigiama. La suora si scusa: "Ha
detto 'No, veste mamma!', così ho pensato di aspettarvi".
Chiedo vestiti molto comodi, perchè la bambina possa giocare
in piena libertà. La suora mi dice anche che ieri sera prima di addormentarti
hai detto:"Mamma...Papà" ... Arriva la tua amchetta, e tutti e cinque (la suora ci
accompagna in macchina) andiamo al parco. E' una giornata di
sole bellissima, il cielo è di un azzurro incredibile. C'è
il lago con le tartarughe, gli buttiamo il pane che
provvidenzialmente la suora ha portato, poi la suora dice
che tornerà a prenderci per mezzogiorno. Noi stiamo lì con
le due bimbe. Che giocano tantissimo, se la spassano un
mondo, e alla fine hanno sabbia dappertutto. Perfino tu hai sabbia dappertutto, quella volta. Ma dovrò
aspettare un anno prima di rivederti così, sporca e
sorridente... La suora torna a prenderci, e siamo invitati a pranzo.
Questa volta ci sono anche le altre mamme ospitate lì e i
loro bimbi. E' una tavolata rumorosa, allegra. Ti lasci
imboccare da me (ma sarà la prima e ultima volta). Ora di riposino: e promettiamo di tornare a prenderti nel
pomeriggio. Di nuovo, tornando in albergo sono stupita e felice. No, ora
più felice, ho una gioia dentro incontenibile... Torniamo alle 4. Alle 4 e mezza arrivi tu, già vestita di
tutto punto, con la faccia imbronciata, che mi chiedi
imperiosa: "Merenda!" e io vado a procurarmi la merenda...e
allora il tuo viso, pur rimanendo sempre serio, diventa meno
imbronciato. Chiediamo alla superiora se possiamo portarti fuori a fare
una passeggiata, lei acconsente e aggiunge: "Se la bambina
sta bene e non piange, potete tenerla con voi anche alla
notte". Alla proposta di uscire con noi a fare una passeggiata tu
acconsenti di buon grado....e passiamo un pomeriggio intero
a girare per la città a piedi, tu corri dappertutto, la mano
non la vuoi dare mai e per attraversare ci tocca prenderti
in braccio di peso, poi è ora di tornare. Arrivi a 5 metri
dall'albergo, e con l'aria più serafica del mondo mi tendi
la mano...entriamo così nell'albergo, tenendoci per mano. La
signora della reception commenta: "Che brava bambina che dà
la mano alla mamma!", io non so se ho più voglia di ridere o
di pensare che sei una furba matricolata... Una doccia insieme, per la prima volta annuso il tuo odore,
è come se fossi una neonata, è istintuale annusarti,
controllare che tu abbia davvero tutte le dita delle mani e
dei piedi, guardare che forma hanno le tue unghie e le tue
orecchie...no, non ci posso credere, non posso diventare
madre di questa bellissima personcina...è troppo bella per
me... Si va a cena. Mangi un grissino, il resto del tempo corri
tra i tavoli. Io mangio tra un rincorrerti da una parte e
dall'altra... Io e mio marito ci guardiamo e ci diciamo: "Cosa si fa? La
bambina mi sembra tranquilla, proviamo?". Così lui va a
prendere all'istituto le tue cose per la notte. Io e te rimaniamo in camera.
Sono le nove di sera. Seduta sul letto, mi chiedi di stare in braccio. Mi metti le
braccia intorno al collo, e inizi a piangere. Cerco di
calmarti, di cullarti, di cantarti una ninna-nanna, ti dico
che papà arriva subito. Niente. Piangi. Piangi forte,
tenendomi stretta, ma senza versare una sola lacrima. Arriva mio marito, e io non ce la faccio più...inizio a
piangere anch'io. Mio sdraio sul letto, tu sei sdraiata tutta addosso a me,
con le mani mi tieni stretta fino a soffocarmi. Io ho paura. Paura di non sapere fare la madre. Paura di non
riuscire a capirti. Paura di non essere adatta a te, che il
giudice abbia sbagliato tutto. E intanto ti accarezzo la testa, la schiena, ti bacio le
guanciotte. E piango senza lacrime anch'io, con mio marito
che cerca in tutti i modi di consolarmi. Sono ormai le cinque di mattina quando ti addormenti
sdraiata sulla mia pancia. Io mi sento come una madre che ha
appena partorito e a cui abbiano messo il suo bambino sulla
pancia, perchè si riconoscano l'un l'altro. Non piango più.
Decido che se vuoi dormire così, sdraiata su di me, per me
va bene. Per un po' ti guardo dormire, poi piano piano
rotoli da una parte. Io non riesco a chiudere occhio. Alle sette di mattina ti svegli. E la prima cosa che dici è
"Mammu, mammola...latte!". Poi inizi a ridere e a saltare
sul letto. Là fuori, il sole risplende come non l'avevo mai
visto fare. Ora sono tua madre, ora tu sei mia figlia.
Lo sarò per sempre. Sono così felice che tu sia mia figlia, cucciola mia.
Così felice da non riuscire neanche a descriverlo. Grazie perchè ci sei.
Blue |
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Immagini e parole |
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Un istante,
-
un soffio di
vento
-
ha un gabbiano
-
per lasciare il
suo nido
-
ed imparare a
volare.
-
-
Un solo momento,
-
il tempo di
un’aurora
-
ha una piccola
tartaruga
-
per schiudere
l’uovo
-
e conquistare il
suo mare.
-
-
Appena un attimo,
-
il tempo di un
respiro
-
ha un cucciolo di
gazzella
-
per erigersi in
piedi
-
e correre nella
savana.
-
-
Un minuto,
-
chiedo solo un
minuto
-
per poterti
abbracciare,
-
stringerti al
cuore
-
e sussurrare il
tuo nome.
-
-
Per molti quell’istante
-
vuol dire vita,
-
quel minuto
-
cambierà la mia
-
per sempre.
-
Roberto
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Filastrocca di Pasqua |
-
Da una piccola chiesa
tra i fiori di un prato,
si sente ad un tratto un lieto rintocco:
"Din, don, dan... Din, don, dan...".
Suona a distesa la vecchia campana
e la notizia già arriva lontana.
Dal mare ai monti, di casa in casa,
ripetono in coro le note gioiose:
"È Pasqua! Alleluia. Sia pace nel Mondo"
Sorride un bambino alla vecchia campana,
ascolta felice e guarda in su,
ora sa anche lui che è risorto Gesù.
-
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Ascolta
la Poesia
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Quando tu ci sarai |
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-
la pioggia non ci
bagnerà,
-
quando tu ci sarai
-
il tuono non ci
spaventerà,
-
quando tu ci sarai
-
il vento non ci piegherà
…
-
… e guarderemo il blu
-
oltre le nuvole,
-
scorgeremo l’aurora
-
al di là della notte,
-
scopriremo l’amore
-
dopo tanto dolore.
-
Quando tu ci sarai
-
ci sarai tu
-
e niente di più.
-
-
Roberto, Aprile 2006
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Tu |
-
-
Ma chi sei tu
-
che ancor non conosco,
-
da sconvolgere
-
le mie sicurezze, la mia
esistenza?
-
-
Come fai tu, così innocente
-
a costringermi
-
a lottare
-
pur di averti, pur di amarti?
-
-
Come riesci
-
a penetrare nelle mie ossa,
-
emozionare il mio cuore
-
e turbare la mia mente?
-
-
Come riesci
-
a rubare ogni mio pensiero,
-
appropriarti delle mie parole
-
e dipingere i miei sogni?
-
-
Come puoi essere
-
così lontano
-
e nello stesso tempo così vicino
-
da poterti persino sentire,
toccare?
-
-
Come puoi essere
-
così piccolo,
-
ma tanto grande
-
perché io viva ormai solo per
te?
-
-
Cosa avrò fatto io
-
di così bello
-
perché tu possa un giorno
-
chiamarmi papà?
-
-
…. Dubbi, pensieri,
-
ancora dubbi
-
ma una sola certezza….
-
TU!!!
Roberto, Marzo 2006
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Vorrei |
-
Vorrei fosse l’inverno
-
e che i fiocchi di neve
-
mi portassero te.
-
Vorrei arrivasse la
primavera
-
perché i fiori al risveglio
-
vedessero te.
-
Vorrei venisse l’estate
-
per vedere le fate
-
giocare con te.
-
Vorrei tornasse l’autunno
-
perché i colori più belli
-
assomigliano a te.
-
Vorrei parlare al tuo cuore
-
per provare a lenire
-
il dolore che è in te.
-
Vorrei parlassi al mio cuore
-
per poter colmare
-
il vuoto che è in me.
-
Vorrei urlare ti amo
-
per riuscire a violare
-
il silenzio che c’è.
-
Vorrei gridare il tuo nome
-
perché tutto il mondo
-
sappia di te.
-
-
Vorrei, vorrei…
-
... in fondo tutto ciò che
vorrei
-
è riuscire ad incontrare, un
giorno,
-
gli occhi tuoi.
Roberto
-
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La Casa |
Una sera un bambino stava per andare a dormire
quando disse a suo padre: "papà raccontami una
storia !"
Il papà si sedette accanto a lui nel lettino e
cominciò a raccontare:
“In un paese lontano viveva un bambino che, un
giorno, di buon mattino, uscì di casa e cominciò
a correre e giocare nei prati.
Ad un certo punto, davanti al bimbo spiccò il
volo una farfalla.
Il bimbo venne subito attratto dalla farfalla
perché era molto bella ed aveva grandi ali di
tutti i colori, così cominciò a seguirne il
volo. Correndo la seguì per i prati oltre la
collina, poi giù lungo il fiume e poi ancora
prati finché, voltatosi, si accorse che non
riusciva più a vedere la sua casa. Il bimbo,
però, aveva corso tanto per raggiungere la
farfalla e non aveva nessuna intenzione di
lasciarsela sfuggire, per cui ricominciò a
seguirla. La rincorse ancora per un po’, fin
quando davanti a sè comparve una graziosa
casetta.
La farfalla andò a posarsi proprio sul tetto di
quella casa e il bambino ora non sapeva come
prenderla se non entrandoci.
Arrivato davanti alla porta, vide un grosso
cartello e rimase stupito, perché sebbene non
fosse ancora in grado di farlo, riusciva a
leggere ciò che vi era scritto:

Il
giorno volgeva ormai al termine, il bimbo cominciava ad
avere freddo e fame, così incuriosito decise di entrare.
La
porta era aperta ed entrando, si trovò in una grande
sala tutta illuminata, il fuoco nel camino riscaldava
tutta la stanza e nel centro c’era una grande tavola
apparecchiata per molte persone. Il bimbo urlò “c’è
nessuno” e subito da una porta sbucò un simpatico
cagnolino che gli si fece incontro scodinzolando e
facendogli le feste, subito lo seguì una mamma che gli
chiese il suo nome, lo prese in braccio facendolo poi
sedere alla tavola e gli servì la cena.
Il
bambino alzò la testa e vide che intorno a lui si era
seduta tanta altra gente, c’erano i nonni, gli zii, i
cuginetti e tanti amici; il bimbo allora cominciò a
raccontare la sua storia, di come fosse giunto fino a
quella casa, della farfalla e del cartello e tutti lo
stavano ad ascoltare. Finita la cena la mamma vide che
il piccolo era molto stanco e lo portò nel suo lettino.
La cameretta era molto grande con tanti giochi un po’
dappertutto e davanti al letto c’era una coperta sulla
quale il cagnolino andò a fare la nanna; su un lato
c’era una grande finestra dalla quale il bimbo poteva
vedere tutte le stelle del cielo e la luna che
rischiarava a giorno tutta la stanza. La mamma ripiegò i
suoi vestitini e gli rimboccò le coperte, poi gli diede
il bacio della buonanotte.
Il
bambino era esausto dalla giornata appena trascorsa, ma
era molto felice di essere entrato in quella casa così
decise che quella, da quel preciso istante, sarebbe
diventata la propria casa e le persone che lì vi
abitavano dovevano essere la sua nuova famiglia.”
Vedi – disse il papà al proprio figlio – quel
bimbo sei tu.
Il
bambino strinse le mani del papà e gli disse:
- si
papà quel bambino sono io -
ed
aggiunse
-
c’era anche la mamma, c’erano i nonni e gli zii, ma tu
dov’eri? -
Io…..
– rispose il papà abbracciando il figlio –
…..vorrei
essere per te quella casa.
Roberto
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Al di là di ogni cosa |
Vorrei tanto che qualcuno mi dicesse
che io sono il padre che fa per te,
vorrei tanto prometterti
che con me sarai felice,
vorrei tanto sapere
di essere nel tuo cuore
come tu lo sei per me,
ma mi basta pensare
che tu ci sei
e che,
se ti accontenterai di un papà
che ti amerà
al di là di ogni cosa,
che imparerà a farlo
crescendo con te,
che ti aiuterà a comprendere
il tuo passato
per capire il tuo futuro,
beh … allora cercami
e lotta con tutte le tue forze
fin quando mi incontrerai,
perché sarò proprio io
il papà che fa per te!!
Roberto
-
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Figlio mio |
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-
Come potrei vivere senza amarti
se è l’amore stesso
che mi spinge verso te,
come potrei vivere senza sorriso
se è il tuo sorriso
la speranza che ancora c’è,
come potrei vivere senza te
se proprio tu
sei la vita che c’è in me!
-
-
Roberto
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Tutto il mio amore |
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Ti porgerò le mani,
ma tu sei troppo debole
per poterti sorreggere.
Ti insegnerò le mie parole,
ma tu sei troppo piccolo
per comprenderne il significato.
Ti darò la mia casa,
ma tu una casa
forse neppure sai cosa è.
Ti darò tutto il mio amore…
… ed allora ti alzerai,
e abbracciandomi mi dirai
- andiamo a casa papà –
Si, ti darò tutto il mio amore
per ciò che tu fai per me,
perché ora so commuovermi
sognando un tuo sorriso,
perché ora mi intenerisco
immaginando un tuo sguardo,
perché ora so piangere
pensando al tuo pianto,
perché ora mi emoziono
sognando il momento
in cui ti incontrerò.
Si, ti darò tutto il mio amore!!
-
-
Roby
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Per la Mamma |
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Filastrocca delle parole,
-
si faccia avanti chi ne vuole.
-
Di parole ho la testa piena,
-
con
dentro la 'luna' e la 'balena'
-
Ma le più belle che ho nel cuore,
-
le
sento battere:
-
'Mamma'
, 'Amore'
-
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Auguri!
-
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Ascolta
la Poesia |
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Preghiera |
- Insegnami a volare
- Portami via sul grande aereo
- Insegnami la serenità
- Che ha il nome della speranza
- Ricordami l’amore
- Con un abbraccio senza fine
- Consola i miei singhiozzi
- Asciuga le mie lacrime
- Col tuo viso, i tuoi capelli, non
importa come
- Stringimi forte
- Anche se non ti conosco
- Non so nulla di te, dei tuoi odori,
della tua voce
- Riprendi i fili della mia infanzia
dispersa, negata
- Tessi per me non un arazzo magnifico, il
più splendente
- Che stia appeso in una sala
- Ma
una piccola tela dai molti colori
accostati
- Avvolgimici dentro e portami via
- E
solo allora, finalmente, sboccerò alla
vita
-
- ventiquattrogiugnoduemilaquattro
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La tua vita (a Johnny) |
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La
tua vita
-
Consegnata nelle mie mani
-
Nelle mani di tua madre
-
Dei tuoi fratelli
-
Nelle nostre vite
-
….
E in quelle di tanti altri ancora
-
Il
tuo incedere incerto
-
Mi
ha insegnato a camminare ancora
-
Mi
ha fatto cadere
-
(più di quanto pensassi)
-
E
mi ha fatto rialzare
-
Più forte, più deciso, più uomo
-
La
tua piccola vita
-
I
tuoi occhi grandi di un anno fa
-
Che quasi non si accorgevano di noi
-
I
miei occhi pieni di lacrime
-
(che non ho mai smesso di asciugare)
-
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